La rivincita di Tennys, “perdente” di successo

Sandgren, cresciuto a Nashville, figlio di padre svedese e
madre sudafricana, chiamato Tennys in onore di un bisnonno (no,
nessuna megalomania sportiva) aveva un obiettivo nella vita:
entrare tra i primi 100 tennisti al mondo. Ci è riuscito
a novembre, dopo una carriera passata tra i tornei futures (12
vittorie) e challenger (3 trofei), “ed ero quasi pronto per
smettere – ha raccontato – il mio l’avevo fatto”. Invece è
andato avanti e si è conquistato una wild card della
federazione americana per gli Australian Open. Provava a
qualificarsi da 5 anni, non c’era mai riuscito. Per la grande
occasione si è tagliato la coda di cavallo e la barba
da motociclista metallaro
con cui si presentava: “Un giorno
mi sono svegliato e ho pensato: se dovesse andare bene, mi
chiederanno tutti di darmi una sistemata. Ci vuole un aspetto
un po’ più professionale”. Già essere lì, tra i 128 giocatori a
Melbourne, era un sogno. Che invece per Tennys doveva ancora
cominciare: dopo il francese Chardy al primo turno, Sandgren ha
strapazzato niente meno che Stan Wawrinka – acciaccato
numero 9 del seeding -, ha superato in 4 set l’altra sorpresa
Marterer per poi distruggere agli ottavi i pronostici su
Dominic Thiem, numero 5 del tabellone. “La battaglia più
dura della mia carriera – l’ha definita Tennys, vincitore tra
gli applausi dopo 5 set – e sicuramente la miglior partita.
Faccio ancora fatica a crederci, svegliarmi ora sarebbe
orribile”.



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