Verdasco, avvicinandosi al giudice di sedia, si lamenta del
disturbo ricevuto: “C’è un signore che continua a parlare tra
il mio primo e il mio secondo servizio, non voglio mancare di
rispetto a nessuno, ne a Kokkinakis ne a lei (al giudice, ndr)
però dovrebbe dirgli qualcosa”. A quel punto lo spagnolo va a
sedersi e ora è Kokkinakis a sembrare disturbato
dall’atteggimaneto di Verdasco. Comincia a chiedere spiegazioni
e il suo avversario riprende a spiegare, sempre con molta
calma, il suo punto di vista. “C’è quel signore alle mie
spalle che continua a mancarmi di rispetto, parla mentre batto
ed esulta ogni volta che sbaglio”
. A quel punto Kokkinakis
capisce e lo interrompe: “Ma non ti sta mancando di
rispetto, sta solo facendo il tifo per me: è mio padre!”. “Ma
non non è tuo padre”, gli risponde Verdasco. “E’ quello più a
sinistra, col cappello”. “Ma quale cappello? Quello bianco
grosso?”, interviene ancora Kokkinakis. “Sì”, la risposta dello
spagnolo. “Eh allora sì, quello è proprio mio padre”



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