John Isner è il primo finalista del Miami Open,
secondo Masters 1000 della stagione in svolgimento sui campi in
cemento di Key Biscayne, in Florida. Il 32enne nato a
Greensboro (North Carolina) ma residente proprio in Florida, a
Tampa, ha battuto 6-1, 7-6(2) Juan Martin Del Potro,
numero 6 della classifica mondiale e quinto favorito del draw.
L’argentino interrompe così una straordinaria striscia
positiva di 15 vittorie consecutive
, che lo avevano visto
trionfare ad Acapulco e Indian Wells. Isner, alla sua 11^
semifinale in un “1000”, la seconda a Miami dopo quella
raggiunta nel 2015 e persa contro Novak Djokovic, conquista la
quarta finale di un Masters (2012 Indian Wells, 2013 Cincinnati
e 2016 Parigi-Bercy), trofeo che non ha mai portato a casa.
Partita che in pratica è cominciata nel secondo set, con la
prima frazione letteralmente regalata dal sudamericano. Nel
secondo si è finalmente giocato alla pari, con il tie-break
stravinto da un Isner praticamente perfetto sulla prima, dove
ha perso appena 6 punti, non concedendo al rivale nemmeno una
palla break. Lo statunitense, numero 17 della classifica
mondiale e 14^ testa di serie, cercherà di diventare il
primo americano dopo Andy Murray nel 2010 ad alzare la coppa a
Crandon Park
e di emulare Jim Courier, unico giocatore ad
essersi imposto a Miami sia in singolare che in doppio.
Fallisce invece il Sunshine Double un Del Potro apparso
stanco, arrivato a questo match con un record straordinario di
21 vittorie complessive a fronte di 3 ko, ma stremato da una
serie positiva irripetibile, che gli impedisce anche di
agguantare la terza piazza del ranking mondiale. Chi invece
farà un salto considerevole è Isner, che era arrivato sulla
scorta di cinque eliminazioni al primo turno su sei tornei
disputati nel 2018: lo statunitense festeggerà il ritorno in
Top-10 dopo quasi quattro anni (era stato decimo il 5 maggio
2014). In finale attende il vincente della sfida tra
Alexander Zverev, numero 5 del ranking e quarto
favorito del torneo e Pablo Carreno Busta, numero 19 ATP
e 16^ testa di serie: tra i due non ci sono precedenti. Per il
26enne di Gijon si tratta della seconda semifinale in un
Masters dopo quella raggiunta lo scorso anno a Indian Wells,
mentre il tedesco è alla sua terza semi in un “1000”. Nelle
precedenti due occasioni, Sascha era poi arrivato in fondo,
alzando al cielo il trofeo sia agli Internazionali BNL d’Italia
2017 che a Montreal in estate. 



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