Sloane Stephens si conferma imbattibile nelle finali,
conquistando il Miami Open, secondo WTA Premier
Mandatory della stagione. Al Tennis Center di Crandon Park, la
25enne di Plantation ha battuto 7-6(5), 6-1 in poco più
di un’ora e mezza la lettone, Jelena Ostapenko, numero 5
del ranking e sesta testa di serie del seeding, vincendo il
sesto trofeo in altrettanti finali giocate. La
campionessa in carica degli US Open ha sconfitto nettamente
quella del Roland Garros, in un match durato in pratica solo il
primo set. L’inizio è problematico per entrambe, con quattro
break di fila che rompono il ghiaccio. La prima a tenere la
battuta, nel quinto gioco, è la Ostapenko, ma nel settimo gioco
la lettone torna a cedere il servizio permettendo alla Stephens
di salire 5-3. L’americana non ne approfitta, lasciando il
decimo game del contro-break addirittura con un doppio fallo.
Stephens, sostenuta dal tifo di un pubblico particolarmente
caldo, ha preso di nuovo un break di vantaggio ma ancora una
volta non è riuscita a chiudere, dovendosi giocare tutto al
tie-break. Qui Sloane è volata 6-2 con quattro set-point,
Jelena ha annullato le prime tre ma la quarta le è costata il
parziale, nel primo tie-break perso dalla Ostapenko a Miami
dove ne aveva giocati e vinti cinque. Nella seconda frazione la
campionessa del Roland Garros ha iniziato subito strappando il
servizio all’americana, ma le ha restituito immediatamente il
favore, continuando a prendere l’iniziativa ma commettendo
troppi errori gratuiti (oltre 40 a fine match). Stephens ha
capito che bastava buttare dall’altra parte del campo la
pallina ed è volata sul 5-1 con la lettone che ha ceduto di
nuovo la battuta nel quarto e nel sesto gioco, cedendo in
un’ora e 31′ di gioco. 

La rinascita della Stephens?

In semifinale Stephens, numero 12 WTA e 13^testa di serie del
seeding (sarà 9 da lunedì prossimo, nella Top 10 per la prima
volta in carriera), aveva battuto in rimonta per 3-6, 6-2, 6-1,
in due ore e nove minuti di gioco, la bielorussa Victoria
Azarenka, numero 186 del mondo e in gara con una wild card,
superata per la seconda volta nel giro di due settimane (era
già accaduto al secondo turno di Indian Wells). L’americana
era sparita dopo il trionfo di settembre agli US Open
,
primo successo in uno Slam. A quell’ondata di euforia erano
seguite otto sconfitte consecutive tra circuito e Fed
Cup
, prima che ad Acapulco riuscisse ad interrompere la
striscia negativa con due vittorie di fila prima di cedere poi
nei quarti alla svizzera Voegele. Ad Indian Wells aveva perso
nel 3° turno contro la russa Kasatkina, poi arrivata in finale.
A Miami ha ceduto due set, uno alla Niculescu ed uno alla
Azarenka. Quella di Miami è stata la sesta finale in carriera,
che coincide con il sesto successo dopo Washington 2015,
Auckland, Acapulco e Charleston 2016 e soprattutto Flushing
Meadows 2017.



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