Quando Fabio Fognini è sceso in campo per il suo debutto
al Masters di Montecarlo, è balzata subito agli occhi
l’anomala divisa del tennista di Arma di Taggia: maglia grigia,
con stampato sulla schiena in bella evidenza il numero
17
. Il toto-numero è partito rapido sui social. Tra le
ipotesi più gettonate, l’anno di nascita del figlio avuto con
Flavia Pennetta, ma anche la possibilità che il numero 20 del
mondo giocasse con la data odierna sulla t-shirt (“Quindi
domani giocherà con la 18?”, si chiedevano molti utenti su
Twitter). La risposta è arrivata in telecronaca, dove Elena
Pero e Paolo Bertolucci hanno riportato le parole di Filippo
Volandri: “Il 17 è il numero fortunato di Fabio (è anche
l’anno di nascita del figlio, ndr) e coincide anche con il
numero fortunato del suo sponsor”. Alla faccia della
scaramanzia, che indica spesso quel numero come portasfortuna,
Fognini ha vinto il suo match d’esordio nel terzo 1000 della
stagione (dove nel 2013 ha conquistato la semifinale, fermato
solo dall’allora numero 1 del ranking Novak Djokovic) contro il
bielorusso Ilya Ivashka, numero 122 ATP e proveniente
dalle qualificazioni. 6-4, 7-5 in poco meno di un’ora e
mezza di partita per Fogna, che tra alti e bassi ha giocato
cinque-sei games di livello, sufficienti per portare a casa la
partita in due set. Ora lo attende il tedesco
Jan-Lennard Struff
, numero 61 del mondo, in un match in
programma mercoledì: Fabio si è aggiudicato in due set l’unico
precedente, disputato nelle semifinali di Monaco di Baviera
quattro anni fa. Con la speranza che il 17 porti ancora bene al
miglior tennista italiano in circolazione…



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