Rafa Nadal in finale a Montecarlo: fa più notizia quando
non succede. Perché invece succede quasi sempre. Dodici volte,
per la precisione, su quindici partecipazioni. Il 2018 non ha
riservato sorprese quanto a lui. Ben pochi invece si
attendevano una presenza dominicale di Kei Nishikori,
che ha deciso di allungare la sua stagione sulla terra battuta
presentandosi in Europa già dalla prima settimana di gara. Il
giapponese ha un gioco consolidato sul rosso, anche se pochi lo
sanno. I primissimi punti della sua carriera da professionista
li ha ottenuti proprio nei tornei futures sudamericani sul
rosso. Due volte campione a Barcellona, finalista a Madrid,
semifinalista agli Internazionali d’Italia: pochi ‘terraioli’
possono vantare un simile curriculum.

Tutto questo forse non gli sarà d’aiuto nella finale monegasca.
Anche se nel 2014 a Madrid Nishikori fu uno dei pochi a mettere
in enorme difficoltà Nadal, oggi il giapponese non sembra in
grado di essere altrettanto competitivo. Raggiungere la finale
battendo il numero tre del mondo Cilic e il numero
quattro Zverev gli dà certamente molta fiducia ma gli è costata
altrettanta energia. Quattordici set in sei giorni, sulla terra
battuta, sono una bella e sfaticata. Nadal al contrario ha
speso pochissimo. Solo Dimitrov in semifinale è riuscito ad
arrivare a quattro in un un set e Nadal dopo la partita ha
sentito il bisogno di tornare ad allenarsi.

I precedenti sono favorevoli a Nadal, 9 a 2. Non si sono
più incontrati dalla lotta olimpica a Rio per il bronzo, finito
al collo di Nishikori. Una sconfitta dolorosissima per Nadal,
rientrato di furia con un polso ancora non a posto, pur di
portare la bandiera della Spagna. La stagione 2016 del
maiorchino era finita anzitempo. Il suo rientro nel 2017 è
stato prepotente, mentre nel frattempo Nishikori ha perso
terreno, tormentato dagli infortuni. Insomma, il titolo numero
11 a Monte-Carlo per Nadal non sembra lontano.



Source link

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here