La prima volta non si scorda mai: Marco Cecchinato
giocherà domenica la sua prima finale del circuito ATP.
Decisiva la vittoria nella semifinale del torneo 250 di
Budapest
nel derby contro Andreas Seppi, battuto
5-7, 7-6(4), 6-3 dopo due ore e 17′ di battaglia. Dopo
aver perso il primo set, Cecchinato è riuscito a recuperare nel
secondo parziale, trascinando Seppi al tie-break, dove ha avuto
la meglio 7-4. Nel terzo set è stato decisivo il break nel
sesto gioco, quando Andreas ha sbagliato due diritti e una
volée a campo aperto, regalando il 4-2 al connazionale.
L’altoatesino ha ceduto 6-3, perdendo così la sua seconda
semifinale stagionale dopo quella di Rotterdam contro Roger
Federer. Per il 25enne di Palermo, numero 92 ATP e ripescato in
tabellone come lucky loser, si tratta della prima finale nel
circuito maggiore della carriera
. Cecchinato ha eliminato i
bosniaci Mirza Basic, numero 89 ATP, e Damir Dzumhur, numero 32
del ranking mondiale e secondo favorito del seeding, per poi
battere ai quarti in rimonta il tedesco Jan-Lennard Struff,
numero 61 ATP e settima testa di serie. Un risultato che gli
regalerà lunedì anche il best ranking, dove risalirà per la
prima volta tra i Top 70. Cecchinato ha anche pareggiato
i conti con il connazionale, con il quale aveva perso l’unico
precedente, nel primo turno del torneo di Umag 2014
(terra), vinto da Andreas in tre set, per 6-2, 6-7(2), 6-1.
Finisce così l’avventura di Seppi, numero 55 del ranking
mondiale ed ottava testa di serie, reduce dagli ottavi nel
“1000” di Montecarlo, che aveva superato nell’ordine Thomas
Fabbiano, il russo Mikhail Youzhny e nei quarti il georgiano
Nikoloz Basilashvili. Con questa semifinale, l’azzurro farà
ritorno fra i top-50 della classifica mondiale
. Cecchinato
troverà nella finale di domenica il vincente dell’altra
semifinale, che vede di fronte lo sloveno Aljaz Bedene, numero
57 ATP, quinta testa di serie e finalista della passata
edizione (giustiziere di Matteo Berrettini e di Lorenzo Sonego)
e l’australiano John Millman, numero 94 ATP. 



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