Per la seconda volta nella sua carriera, Icardi è riuscito a
conquistare il titolo di capocannoniere della Serie A, seppur a
pari merito con Ciro Immobile. Ha segnato 29 gol, cioè il 44%
dei 66 gol dell’Inter, un contributo realizzativo alla propria
squadra di gran lunga maggiore rispetto a tutti gli altri
principali marcatori del nostro campionato (Quagliarella,
secondo in questa speciale classifica, si ferma al 34%). Se si
esce al di fuori del regno dei numeri, però, il contributo di
Icardi all’Inter diventa un argomento molto più controverso e
discusso.

Icardi non è un attaccante di quelli definiti “moderni”, non
viene spesso sulla trequarti a fare il creatore come Dzeko o ad
associarsi con le mezzali per far risalire il pallone come
Mertens, ma questo non deve nascondere la sua ricchezza tecnica
in area, un set di colpi e movimenti magari un po’ vintage, ma
non per questo meno utili nel calcio di oggi. Basti vedere
questo gol di tacco contro la Sampdoria, senza dubbio il più
bello segnato da Icardi quest’anno.

L’azione comincia da destra con un possesso di Candreva e se si
fissano gli occhi dentro l’area si può vedere come Icardi
prenda immediatamente posizione su Silvestre per anticiparlo
sul colpo di testa nel caso arrivasse un cross sul primo palo
(molto probabile quando la palla ce l’ha Candreva). L’esterno
dell’Inter effettivamente crossa, ma non dentro l’area: cerca
di raggiungere Gagliardini al limite della lunetta con una
specie di lob, che però viene intercettato da Gastón Ramírez.
Il trequartista uruguaiano della Sampdoria prova a partire in
transizione, ma la sua corsa viene tagliata da Cancelo, che lo
anticipa e poi apre con grande visione verso la corsa in
profondità di Perisic, che crossa basso in mezzo.

Icardi è di nuovo alle spalle di Silvestre per attaccare il
primo palo, costringendolo a un intervento disperato in
scivolata che lascia il pallone incustodito in mezzo all’area
piccola. Icardi potrebbe girarlo indietro per un tiro di un
compagno fronte alla porta, e invece decide di utilizzare il
tacco come la stecca di un biliardo, piazzando il pallone in
buca, tra le gambe di Viviano e Ferrari.

Il tiro al volo di Giaccherini contro il Bologna



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