Le tre promozioni di fila del Parma hanno in comune il
capitano, che ha voluto esserci nella caduta e nella successiva
risalita. Alessandro Lucarelli ha parlato del grande traguardo
raggiunto dalla squadra, in un’intervista rilasciata al
Corriere dello Sport: “È una grande gioia e un grande orgoglio.
Non avrei mai pensato di poter realmente riportare il Parma in
A da protagonista. È stata l’impresa più importante della mia
carriera”. Tutto è cominciato dalla Serie D: “La prima volta ad
Arzignano mi stavo sentendo male, abbiamo giocato su un campo
pessimo. E avevamo al seguito 1.500 tifosi. Apolloni, Scala e
Minotti hanno fatto la storia di questa società e avevano
ancora un legame solido con il club. In generale sono rimasto
molto legato al gruppo della Serie D. Mi è dispiaciuto quando
Apolloni venne esonerato, avevamo un ottimo rapporto. Sono
riuscito ad instaurarlo anche con D’Aversa però: dopo la
sconfitta con l’Empoli mi chiese se il problema fosse
l’allenatore, ma gli risposi che per me non era così”.

Lucarelli, calcio e passione

“Non avevamo pensato alla promozione mentre giocavamo con lo
Spezia, mi stavo preparando le cose da dire per caricare la
squadra in vista dei playoff” ha raccontato Lucarelli. Che è
stato incoronato dai tifosi come il capitano più grande del
Parma: “È un orgoglio per me, il calcio mi ha insegnato che può
diventare lo sport più bello del mondo se fatto con passione. E
questo stesso insegnamento lo voglio trasmettere a mio figlio
Matteo, affinché non diventi calciatore solo perché il padre e
lo zio lo sono”.



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