Uno, dos, tres. Zinedine Zidane scrive l’ennesimo capolavoro
della sua carriera ed entra di diritto nella storia. Nessuno
infatti, prima di lui, era riuscito ad alzare al cielo la
Champions League per tre edizioni consecutive. Impossibile far
meglio di Zizou, vincente fin dal suo debutto sulla panchina
del Real e in grado di replicare la sua impresa nelle due
edizioni successive. Non si può negare che la fortuna gli abbia
strizzato l’occhio in più di un’occasione, ma sarebbe
ingeneroso non riconoscere i meriti del francese, capace di
risollevare una squadra in caduta libera sotto la gestione
Benitez e di renderla tenace e costantemente affamata nel corso
degli anni
. Tatticamente non è e forse non sarà mai il
miglior allenatore del mondo, ma dal punto di vista della
gestione, dell’equilibrio dello spogliatoio e delle motivazioni
– oltre che della passione, concetto ribadito più volte nel
corso della conferenza stampa a pochi giorni dal match – in
pochi possono definirsi superiori all’ex Pallone d’oro. Di
sicuro, nella migliore delle ipotesi, bisognerà aspettare
almeno un altro triennio per trovare un allenatore abile a far
meglio di lui e probabilmente non basterà neanche per battere
il primato del 45enne marsigliese, uscito trionfatore con
addirittura meno partite del previsto, 33 invece che 39, avendo
saltato la fase a gironi della stagione 2015-16
.



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