Per 193 volte in serie A con la maglia del Parma. Ma per
Alessandro Lucarelli non ci sarà una prossima occasione:
il capitano ha detto addio al campo. Lo ha annunciato durante
la notte magica dello Stadio Tardini, in cui il club ha
festeggiato il ritorno in serie A dopo tre promozione
consecutive. L’uomo simbolo della rinascita gialloblù, che non
ha mai abbandonato la squadra trascinandola dalla serie D sino
all’impresa mai riuscita prima nel calcio italiano, ha salutato
i suoi tifosi con una lettera commovente. Noi lo abbiamo
seguito in esclusiva nei momenti che hanno preceduto il
congedo, dalla preparazione a casa insieme alla sua famiglia,
al viaggio in auto verso quello che è stato il suo stadio per
dieci anni, sino allo spogliatoio, dove è entrato per l’ultima
volta da giocatore. Nessuno dopo di lui indosserà la maglia
numero 6: è la prima maglia di un calciatore che viene ritirata
nella gloriosa e travagliata storia del Parma. Un omaggio
dovuto a un uomo che per il club ha segnato qualcosa di più
importante di un gol decisivo: ha segnato la storia.

La lettera di Alesandro Lucarelli

Ciao a tutti, bentornati in serie A.

Ho preso in mano molte volte un microfono, in questi anni.
In campo, davanti a un tribunale, a Collecchio, in ritiro.
Questo prato con di fronte i miei compagni, la mia società e
tutti voi tifosi, è il posto migliore per farlo.

Prima di dire qualsiasi cosa, lasciatemi pronunciare una
sola parola: grazie. Grazie a tutti i miei compagni con cui ho
condiviso moltissimo in questi tre anni. Quelli che sono qui
oggi e tutti quelli che purtroppo non sono riusciti ad esserci,
ma ci sono stati quando contava. È bello rivedervi qui, su
questo campo, perché tutti noi in questi tre anni abbiamo messo
il Parma e la maglia crociata, davanti a noi stessi e a
qualsiasi altra cosa. Con voi abbiamo raggiunto un sogno,
entrando nella storia del calcio italiano riportando il Parma
dove merita di stare. Grazie alla società che ci ha sostenuto,
e ci ha fatto sentire da Serie A anche quando giocavamo in
Serie D. Grazie a tutti voi tifosi, perché di Serie A lo siete
sempre stati.

Grazie al mister, allo staff tecnico, a tutti i
collaboratori e ai dipendenti di questa società: senza il
vostro lavoro non saremmo qui dove siamo ora. Un grazie
concedetemelo, va a mia moglie cristiana ed ai miei figli
Matteo, Jacopo e Diego. In tutti questi anni sono sempre stati
al mio fianco supportandomi e sopportandomi soprattutto quando
non giocavo, e vi assicuro che non è stato affatto semplice a
volte i tifosi mi scrivono che dovrebbero farmi un
monumento il monumento credetemi andrebbe fatto a loro.

Da quando sono arrivato a Parma, ho vissuto 10 anni incredibili
da dividere in due fasi: nella prima sono arrivato in Serie B,
abbiamo subito vinto il campionato e negli anni successivi
siamo arrivati a conquistare un posto in Europa League. Nella
seconda fase, con tutto quello che è successo, da Lucarelli per
voi sono diventato Ale. Un amico. Il simbolo della rinascita.
Il Capitano.

Il perché è molto semplice: nella sofferenza siamo diventati
una cosa sola. Io sono diventato vostro, e voi siete entrati
dentro di me, mi avete conosciuto e apprezzato come uomo, dopo
averlo fatto  come calciatore. Mi avete sempre sostenuto
nelle battaglie che abbiamo dovuto combattere perchè
sapevate  che lo stava facendo uno di voi.

Abbiamo vissuto insieme tanti momenti difficili, ma ci siamo
sempre rialzati. Rialzarsi  fa parte del nostro dna. Nei
playoff dello scorso anno mi sono rotto le costole, ma nessuno
ha potuto fermarmi: a Firenze ero in campo. Quest’anno mi sono
rotto il menisco, ma a Spezia dopo 23 giorni ero di nuovo lì a
lottare con i miei compagni. Questo è lo spirito che abbiamo
condiviso in tutti questi anni.

Dopo il fallimento dissi ‘Sono morto con il Parma, e con il
Parma voglio rinascere’. Grazie a tutti voi, e a tutti i miei
compagni siamo rinati. Ci siamo presi per mano ad Arzignano, e
siamo arrivati a La Spezia, passando da Firenze e mi sembra di
ricordare  anche da Reggio Emilia. E siamo sempre, sempre,
sempre tornati vincitori. Grazie alla nostra caparbietà. Grazie
alla nostra forza. Grazie al gruppo. Grazie a noi.

Il boato di quel venerdì sera, non lo dimenticherò mai. Noi
tutti, non lo dimenticheremo mai. Quel giorno, come tante altre
volte, eravamo una cosa sola. Noi e voi. Voi e noi. Non esiste,
davvero, un’immagine più bella. Sinceramente, in nessun momento
della mia vita avrei potuto anche lontanamente concepire
un’immagine migliore per quello che, con estrema fatica e
cercando di trattenere le lacrime, devo dirvi. Ho pensato
a lungo in questi giorni se continuare un altro anno. Ho
abbracciato Parma per 10 lunghi anni, dando tutto me stesso e
forse anche qualcosa di più. Ora che siamo tornati in Serie A,
il mio, ed il vostro obiettivo l’abbiamo raggiunto.

È una categoria che ho fatto per tanti anni, e che conosco
bene. Si gioca in stadi splendidi, contro squadre che hanno
fatto la storia,ma io la storia l ho scritta insieme a voi,non
ho bisogno di giocarci altre volte, ma sopratutto e ormai mi
conoscete non mi piacciono le mezze misure o tutto o niente. La
promessa che vi avevo fatto 3 anni fa è stata mantenuta. E Non
esiste nulla che mi possa appagare  e rendere piu
orgoglioso di questa incredibile conquista. All’inizio di ogni
stagione mi sono presentato in ritiro convinto al 100% di poter
dare il massimo per questa maglia e per tutti i miei compagni.
Ora dentro di me non sono sicuro come dovrei. Sono sincero,
come lo sono sempre stato: ho paura. Paura di non riuscire ad
essere sul campo quel riferimento che ho cercato di essere
in questi anni.

A Spezia, dopo quel boato, sono corso sotto di voi per
festeggiare un traguardo storico. Ora vi devo chiedere un
favore: correte voi verso di me, statemi vicino. Abbracciatemi
e accompagnatemi in questa nuova vita. Credo sia giusto che
quella di Spezia debba essere l’ultima immagine della mia vita
da calciatore. Non c’è un momento che mi possa rendere più
orgoglioso.

Di sicuro non lascerò questa squadra, questa società, questi
tifosi: continuerò comunque a far parte del Parma,
vedremo  poi in che veste. Credetemi, lo dico con un
magone immenso e con il cuore che urla: sono orgoglioso di aver
fatto parte della vostra storia. Di essere stato Capitano di
questa grande squadra. Di aver vestito questa splendida maglia.
Di essere stato Alessandro Lucarelli. Uno di voi.

Grazie“.

 

SPECIALE LUCARELLI, I PASSAGGI SU SKY SPORT24


-28 maggio alle 18.45 e 22:10

-29 maggio alle 12:45



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