La delusione dell’infortunio

Una giornata triste che Salah difficilmente dimenticherà, in
cui la sconfitta in finale di Champions è coincisa con il suo
infortunio. Attimi difficili per l’egiziano quelli trascorsi
nella notte di Kiev, raccontati poi successivamente
a Marca da Rubén Pons, fisioterapista del
Liverpool nonché l’uomo che è stato con l’egiziano dal momento
in cui ha ufficialmente dovuto dare il
suo forfait alla partita più importante in
poi. “Sapevamo fin da quando era caduto che si trattava di
qualcosa di serio, avevamo subito temuto per il peggio e così è
stato una volta che abbiamo letto l’esito degli esami” le
parole dello spagnolo, ex fisioterapista del Villarreal con
Pellegrini e nello
staff dei Reds dall’estate del 2014.
“Siamo stati in campo fino all’intervallo, Momo era già
devastato – prosegue Pons – ho provato a trasmettergli calma,
gli ho detto che non si poteva più fare nulla per la finale e
di non torturarsi ulteriormente: quello era il momento di
cercare soluzioni, e lamentarsi sarebbe stato inutile. Quando
siamo tornati dall’ospedale la finale era già finita, la
squadra si stava cambiando ed erano quasi tutti pronti per
risalire sul bus. Abbiamo aiutato noi Salah a cambiarsi perché
non riusciva da solo, poi siamo andati all’aeroporto”.



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