Da Sarri ad Ancelotti, dal mercato in entrata a quello in
uscita: è un Aurelio De Laurentiis a tutto tondo quello che,
intervistato da Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, ha
toccato tutti i temi d’attualità. A partire dalla separazione
con il precedente allenatore del Napoli: “Sono sempre stato
educato con lui, ma se a un certo punto quando mancano ancora
due anni alla fine del contratto si cominciano a diffondere dei
dubbi con frasi del tipo ‘non so se rimango’,
‘non so se il Napoli riuscirà a trattenere i migliori’,
allora vuol dire che c’è insofferenza e che si viene meno a
degli obblighi contrattuali. Poi mi disse che col prossimo
rinnovo si sarebbe voluto arricchire e non poteva dire una cosa
simile visto che guadagnava 4 milioni lordi bonus compresi. Ma
non lo terrò bloccato adesso: non sono un tipo vendicativo,
sarò sempre grato a Maurizio”. L’annata si è conclusa con il
record di punti e in campionato gli azzurri si sono spinti
oltre i propri limiti. Impressione che invece non si è avuta
nel percorso delle coppe: “Il record di punti non è un
obiettivo societario, sarebbe stato meglio farne 10 in meno ma
avanzare in Europa. Per vincere, devo aumentare il fatturato e
per farlo bisogna andare avanti nelle coppe. La Roma ha
incassato 90 milioni”.

L’effetto Ancelotti

Viste le divergenze maturate con Maurizio Sarri, nelle scorse
settimane De Laurentiis ha incontrato e convinto Ancelotti, che
ha firmato un contratto triennale. “Carlo permetterà
l’internazionalizzazione del Napoli. Vuole mantenere l’80%
della rosa, a cui dobbiamo aggiungere un portiere, un esterno
di difesa, un centrocampista e un esterno offensivo. E per
Verdi ieri Giuntoli ha fatto tutto ciò che doveva con
Branchini” ha spiegato il presidente. Che poi ha fatto un punto
sul mercato: “Ho rifiutato i 45 milioni più 5 di bonus per
Jorginho del Manchester City, poi se Hamsik vorrà andare in
Cina non ci opporremo. In ritiro Ancelotti potrà valutare la
rosa e prenderemo delle decisioni. Quest’anno il bilancio si
chiude in rosso di 15 milioni ed è una macchia per me”.



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