Un tema che è ritornato prepotente anche nel calcio, in
particolare dopo
quello striscione a sfondo razzista esposto a San Gallo
durante Italia-Francia e stigmatizzato da Mario Balotelli
attraverso il suo profilo Instagram. E proprio SuperMario è
intervenuto a Torino alla presentazione del libro di Alessandro
Alciato “Demoni”: “Brutto avere la cittadinanza solo a 18 anni,
da giovane è stato difficile non essere riconosciuto come
italiano – ha spiegato Balo – Sono nato e cresciuto in
Italia e non sono mai stato in Africa purtroppo. Non sono un
politico, ma penso che la legge debba essere cambiata. Mi sento
di lanciare un appello per questo”.

“Nella mia vita ci sono stati tanti razzisti, anche ignoranza e
paura del diverso – ha spiegato ancora-Quando ero più piccolo
la vedevo in maniera differente, era molto difficile. C’erano
cose che ancora non capivo e che ora so: piano piano si può
cambiare, non è facile”.

“Dove andrò a giocare? All’avvocato Rigo (collaboratore di
Raiola, ndr) ho detto che lo sa Salvini dove giocherò… – Balo
scherza – Davvero non so dove andrò a giocare, se in Italia o
all’estero. Torino mi piace, è una bella città. Come
prenderebbero i tifosi del Nizza un mio passaggio al Marsiglia?
Non lo so…”.



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