Essendo stata lasciata libera da Joao Mario, volato in Premier
a gennaio, non c é stato bisogno di “scipparla” a un compagno.
La maglia numero 10 era vacante e da metà luglio ornerá la
schiena di Lautaro Martinez. Anche se l ex stellina del Racing
non é un trequartista, dimostra personalitá nell’aver chiesto
(e ottenuto) una maglia che pesa molto piú di altre. Chi ha
sfoggiato, in passato, quel numero all Inter, spesso ha scritto
la storia. Il 10 interista per eccellenza – e in bianco e nero-
, é stato Luisito Suarez, che in campo peró inventava e
dipingeva in technicolor. Genio e (soprattutto) sregolatezza
accendevano a intermittenza il talento di Beccalossi, lontano
anni luce dall efficienza teutonica di Matthaeus, uno degli
interisti piú forti, decisivi (e amati) della storia.

L’era moderna

Il piú forte di tutti, Ronaldo, il 10 lo indossó soltanto nella
sua prima stagione nerazzurra, in assoluto la piú luccicante,
culminata nella conquista della Coppa Uefa a Parigi.
“Retrocesso”, si fa per dire, a numero 9, il 10 passó la
stagione successiva sulla schiena di Baggio, che qualche magìa
la dispensò anche con l Inter, prima di imboccare l’autostrada
per Brescia. Prima di imboccare – invece – la via della
perdizione, quella maglia era appartenuta anche ad Adriano.
L’ultimo grande e autentico numero 10 dell’Inter però fu
Sneijder, protagonista assoluto con gol e assist decisivi nella
stagione del triplete. E nessuno tra chi è arrivato dopo
(Kovacic, Jovetic e Joao Mario) è riuscito, per un motivo o per
l’altro solo ad avvicinarlo. Avanti un altro. Adesso tocca a
Lautaro Martinez.



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