Arrivare fino in fondo, con una pressione se possibile anche
maggiore rispetto ai Mondiali di quattro anni fa, dove il
Brasile era anche la nazionale ospitante. Perché la sensazione
diffusa è che questa sia una squadra molto più forte ed
equilibrata di quella del 2014. Di tutto ciò ne è consapevole
anche il c.t. dei verdeoro, Tite. “So di avere una
responsabilità importante, dopo aver vissuto un biennio fatto
di lavoro su ogni punto di vista. Questo per me è un sogno che
diventa realtà” ha detto in conferenza stampa. Le prime domande
sono per forza di cose su Neymar: “Non è ancora al massimo
della condizione, ma si attesta comunque su livelli
impressionanti di velocità. Ha un fisico privilegiato e credo
che possa fare una grande partita”. Tite si recherà in chiesa,
come accade sempre prima di una partita. “Il contatto con Dio
mi rende una persona migliore, con più equilibrio. Non chiedo
mai di vincere una partita, il mio dio è lo stesso di tutti
d’altronde” ha concluso il commissario tecnico del Brasile.



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