Harakiri-Foggia, festa allo Stirpe

Dall’esperienza di Marino alla new entry Moreno Longo,
42enne allenatore emergente chiamato a scuotere un ambiente
depresso. Il mercato concede gli arrivi tra gli altri di Ciano,
Citro e Maiello prima di Koné e Chibsah e gennaio, il
trasferimento al nuovo “Benito Stirpe” (costato circa 20
milioni di euro) diventa invece effettivo da ottobre dopo
l’ospitalità del Partenio di Avellino. Inevitabilmente il
Frosinone si assesta ai piani alti della classifica, occupa il
2° posto a -2 dal Palermo al giro di boa, va a segno con
facilità e a metà stagione lamenta solo due ko (Perugia e
Novara). I vecchi vizi accompagnano tuttavia i ciociari alla
voce rimonte incassate: doppio 3-3 a novembre contro
Cesena ed Empoli, avversaria quest’ultima in grado di
recuperare lo 0-3 ai titoli di coda grazie a Caputo. Da non
dimenticare il primo stop casalingo a febbraio contro il
Perugia (da 1-0 a 1-3) poi bissato dalla capolista di
Andreazzoli, sotto 2-1 ma straripante fino al definitivo 4-2.
Il teatro è sempre il nuovo impianto proprio come
nell’incredibile epilogo del campionato, sfida al
Foggia preceduta da una griglia favorevole: Frosinone a
quota 71 punti, due in più del Parma e tre sopra al Palermo
sebbene entrambe siano avanti negli scontri diretti, tuttavia i
pugliesi di Stroppa sono già esclusi dalla bagarre playoff. Chi
pensa ad uno sparring partner per la passerella finale si
sbaglia di grosso, lo spiega la sceneggiatura del match. Mazzeo
inquieta lo stadio mentre il Parma incanala a suo favore la
trasferta di La Spezia, copione stravolto nella ripresa da
Paganini e dall’autorete di Rubin nell’arco di 5’. Tutto
finito? Manco per idea: l’ingiustificata ripartenza del Foggia
all’89’ produce il 2-2 di Floriano, poi lo sconosciuto
Noppert blinda la porta ospite e rende ufficiale la festa del
Parma. Ad un anno esatto di distanza, 18 maggio 2018, il
Frosinone è costretto a ripiegare sui playoff dopo un altro
suicidio sportivo
pur occupando nuovamente il 2° posto a
pari punti con gli emiliani. Surreale il silenzio del pubblico,
tifosi impietriti e squadra in preda ad una tremenda crisi di
nervi.



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