La doppietta argentina

Il record negativo dell’Italia durò fino al 1982, anno che
consacrò gli azzurri sul tetto del mondo per la terza volta. A
scendere sul terreno di gioco da campione in carica in
quell’edizione furono i giocatori argentini, reduci dal trionfo
in patria di quattro stagioni prima. Fu il primo Mondiale
giocato da Maradona, ma la strada fu terribilmente in salita.
L’inizio choc arrivò contro il Belgio che mise alle corde
l’Albiceleste con un gioco corale di grande qualità
e, coincidenza, quella volta arrivò anche l’ultima battuta
d’arresto dei tedeschi in una prima Mondiale,
sconfitti 2-1 dall’Algeria. Dopo aver perdonato più volte il
portiere sudamericano, la Nazionale belga realizzò il gol della
vittoria al 62′, con Vandenbergh che sorprese alle spalle
Passarella e andò in rete con un destro secco. Fu El Pibe de
Oro
 ad andare più vicino al pareggio, ma la sua
punizione si infranse sull’incrocio dei pali
, con Pfaff
bravissimo a neutralizzare la ribattuta di Kempes.

Sempre gli argentini furono clamorosamente sorpresi all’esordio
a Italia 90. Dopo aver messo in bacheca il secondo titolo
Mondiale, fu il Camerun – autentica protagonista di
quell’edizione – a piegare l’Argentina a San Siro e regalare il
primo grande colpo di scena in terra italiana. I Leoni misero
in difficoltà la Seleccion di Bilardo con le veloci
ripartenze, sfiorando già il vantaggio nella prima frazione di
gioco. L’espulsione nel secondo tempo di Kana-Biyik sembrò
avviare il successo dei campioni in carica, ma a metà
ripresa – sei giri di orologio dopo essere rimasti in 10 –
Omam-Biyik salì in cielo su una palla a spiovente e andò in
rete con un colpo di testa, complice anche la goffa presa del
portiere Pumpido
. Nel finale di partita né la qualità di
Caniggia né il secondo rosso rifilato agli indirizzo dei
camerunensi, a Massing nello specifico, bastarono a
riequilibrare l’incontro. L’Argentina riuscì comunque a
risollevarsi e chiudere quel campionato del Mondo con la finale
persa contro la Germania.



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