Un giorno potrà dire che, sì, io c’ero. “E ho parato un rigore
a Leo Messi”. E magari farci anche un  film, che per gli
islandesi potrebbe tranquillamente vincere l’Oscar. Miglior
pellicola, straniera, ovvio, come loro. Ma anche una
sceneggiatura pazzesca, un regista d’eccezione, e con quei
tifosi lì anche effetti speciali e colonna sonora non sarebbero
da meno. L’ha parato davvero quel rigore a Leo Messi, lo ha
parato Hannes Halldórsson, 34 anni, una carriera iniziata
presto, quasi spezzata dagli infortuni e poi ripresa dopo i
vent’anni, con la passione per la cinepresa nel mezzo, mai
abbandonata. Sì, questione di inquadrature, di occhio, di idee.
Ma anche di istinto, come quello che forse lo ha spinto a
buttarsi alla sua destra, anche se lui, nel post partita, giura
di averlo studiato, Messi, di cercare di capire i suoi rigori.
Un po’ come un grande regista fa col suo materiale. Alla fine
ne è uscito un lungometraggio di 98 minuti, annessi i due
recuperi, che fa già pensare a un sequel. Lui sempre tra i
pali, Finnbogason davanti a segnare, e la più piccola nazione
di sempre a un Mondiale a sognare.



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