La terza giornata di Serie A ha consegnato alla cronaca un dato chiaro e inequivocabile: la Juventus resta la squadra da battere. Quello che non è altrettanto chiaro è chi sarà l’antagonista dei bianconeri. Il Napoli, che fino a questo momento sembrava l’unica in grado di lottare con la squadra di Allegri, è crollata a Marassi sotto i colpi di Defrel e del sempreverde Quagliarella, autore di un gol da mostrare ai più piccoli per spiegare cos’è il calcio.

Giampaolo batte Ancelotti: Quagliarella d’autore

Stavolta gli uomini di Ancelotti non sono riusciti a rimontare da una situazione di svantaggio come nelle due precedenti partite, anche per merito dei blucerchiati, ben organizzati e motivati alla vittoria alla prima in casa dopo la tragedia del Ponte Morandi. La differenza sembra esserci stata proprio lì, nelle motivazioni degli 11 in campo. Adesso toccherà ad Ancelotti sfruttare la pausa delle nazionali per trovare il bandolo della matassa e mettere a posto una squadra che sembra destinata a lasciare in cantina il 4-3-3 di Sarri per abbracciare un 4-2-3-1 più ancelottiano. Giampaolo ha indovinato tutte le mosse per mettere in difficoltà il Napoli, con il trequartista (prima Saponara, poi Ramirez) grimaldello fondamentale per scardinare la retroguardia partenopea. Il resto l’hanno fatto Defrel e Quagliarella, letali alla vista di Ospina.

Sassuolo, adesso hai un vero Principe

Tutti ad inseguire la Juventus dicevamo. A sorpresa, tra le inseguitrici, una delle più belle novità è il Sassuolo di Roberto De Zerbi. I neroverdi hanno battuto il solido Genoa per 5-3, grazie ad una maestosa prestazione di Kevin Prince Boateng, ormai vero leader tecnico del gruppo guidato dall’allenatore bresciano ex Benevento. Il risultato farebbe pensare ad una partita semplice ma i liguri, almeno in avvio, hanno preoccupato e non poco gli emiliani. Superba la prestazione del giovane Piatek, bomber dei rossoblù, troppo poco per rispondere ai colpi di Berardi e Babacar.

I ragazzi terribili di Stefano Pioli

A proposito di giovani, arriva la seconda vittoria per la Fiorentina di Stefano Pioli. La squadra con l’età media più bassa della Serie A ha battuto per 1-0 l’Udinese al Franchi con gol (ancora) di Benassi. Straordinario l’assist di Chiesa che ha illuminato la marcatura dell’ex Toro, con il talento Made in Viola sempre più decisivo con prestazioni da top. Non c’è da stupirsi infatti se Roberto Mancini l’ha inserito tra gli uomini che sfideranno Polonia e Portogallo con la maglia azzurra.

Colpo Cagliari. Gasp, hai un problema

Colpo del Cagliari che batte in trasferta un’Atalanta ancora segnata dalla mancata qualificazione in Europa League. Ai sardi basta un gol di Nicolò Barella per lasciare Bergamo con i 3 punti e la prima vittoria in campionato. Primi campanelli d’allarme invece per i nerazzurri di Gasperini: nelle ultime 4 partite (campionato ed Europa League) l’Atalanta è andata a segno una sola volta. Un’anomalia per una squadra abituata a imporre il proprio ritmo alla ricerca costante del gol.

L’aquila torna a volare grazie a Luis Alberto

La Lazio vince, s’impone a livello di gioco ma segna solo un gol contro il Frosinone. Contavano i tre punti, lo hanno specificato sia Simone Inzaghi che Lucas Leiva. In futuro servirà più precisione sotto porta ma, per adesso, ci si deve godere questi primi tre punti che scacciano un po’ via quel magone che rischiava di diventare un problema. Per fortuna c’è Luis Alberto. Un solo cenno e il giocatore che ha fatto parlare di sé per una stagione intera è salito di nuovo sul palco. Ora mister Inzaghi gli punta addosso i riflettori, vuole che sia lui a intrattenere tifosi e avversari nei prossimi impegni di settembre, dall’Empoli fino al derby. Perché le statistiche parlano chiaro: quando la Lazio mette a segno i tanto decantati gol Luis Alberto ci mette lo zampino. Ha preso parte a ben 11 reti nelle ultime 10 presenze in campionato.

 

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