“C’è del marcio in Danimarca” scriveva nel suo Amleto William Shaskpeare. Una citazione che potrebbe descrivere fedelmente anche la fase di stallo tra calciatori e Federazione danese (DBU), alle prese con un mancato accordo tra gli sponsor della Nazionale ed il sindacato dei calciatori.

La situazione è precipitata lo scorso 31 agosto, quando il nuovo accordo commerciale è stato messo in discussione in merito ai giocatori convocati negli ultimi mesi e a quelli che lo saranno in futuro, soprattutto per chi milita all’estero come il fuoriclasse dei danesi Christian Eriksen. Il punto in disaccordo è legato ai diritti d’immagine dei giocatori che militano in nazionale, in conflitto con gli sponsor collettivi.

Un problema da risolvere presto

Una vera e propria grana che la DBU non è riuscita a gestire, e così dopo il rifiuto di convocazione di Eriksen e compagni, la federazione si è sentita costretta a convocare al loro posto giocatori di seconda e terza categoria e i migliori calciatori di futsal del Paese (Christopher Haagh, Victor Hansen, Adam Fogt, Christian Christensen, Kevin Jorgensen e Louis Veis) per non incappare in severi provvedimenti Uefa. Una cosa del tutto inusuale, che ha attirato ovviamente l’attenzione di tutta Europa. Anche perché i danesi, dopo la Slovacchia, dovranno affrontare il Galles domenica per l’esordio in Nations League.

Una situazione davvero paradossale, che vede come protagonista una nazione che solitamente brilla per organizzazione e lungimiranza. Vedremo come andrà a finire, nel frattempo resta la curiosità di scoprire come si comporteranno gli attuali convocati del C.T. (a tempo determinato) Jensen.

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