Le condizioni di Marotta

È sempre più concreta l’ipotesi di vedere Beppe Marotta a capo della FIGC dopo le elezioni federali previste per il prossimo 22 ottobre.Il dirigente bianconero ha di fatto confermato la sua candidatura per la poltrona della Federazione, a patto però che ci siano delle condizioni da rispettare. Il primo, resta il supporto di almeno 15 club di Serie A per avere così, la possibilità di trattare con le altre leghe – allenatori e calciatori – senza una disparità di forze.

Tra questi, non dovrà esserci Claudio Lotito, concorrente di Marotta per il ruolo di Presidente federale e nemesi già espressa del dirigente bianconero. Come sempre però, subentra il terzo incomodo, che in questo caso ha il nome di Gabriele Gravina, attuale presidente di Lega Pro.

La risposta di Gravina 

Proprio Gravina infatti ha fatto capire che non saranno i top club a decidere,e lo fa in rappresentanza di una delle quattro categorie insieme a Dilettanti, AIC e AIAC che formano un fronte comune in vista del voto: “Marotta è un’ottima figura di dirigente, non si discute. Gli apprezzamenti nei suoi confronti sono doverosi e importanti, ma il candidato alla presidenza della Figc uscirà dal nostro 73%” ha dichiarato Gravina.

Obiettivo Champions

 

Quello ch’è certo è che il dirigente bianconero non si dispererebbe in caso di mancata elezione, anche perché con la Juventus ha davanti una stagione che ha come obiettivo primario raggiungere la vittoria in Champions League. Per questo motivo, senza le condizioni già elencate, l’AD juventino potrebbe posticipare la candidatura al 2020-21, all’inizio del prossimo quadriennio olimpico. Staremo a vedere come finirà, sta di fatto che il calcio italiano necessita riforme imprescindibili per rilanciare il pallone tricolore, con o senza Beppe Marotta.

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