Pellegrini, il derby è tuo

Non c’è neanche il tempo di smaltire l’ultimo, incredibile weekend di calcio, che si torna in campo per il prossimo obiettivo: la Champions League.

L’ultimo turno infatti ci ha regalato numerose emozioni e probabilmente anche qualche verdetto, parziale certo, ma da tenere comunque in considerazione. Partiamo dai match di sabato pomeriggio, con il derby di Roma delle 15:00 che ha permesso a Di Francesco di risalire dagli inferi delle ultime giornate e depositare in cascina 3 punti che, sommati al morale, valgono almeno 6.

L’uomo della partita è stato sicuramente Lorenzo Pellegrini, che da subentrato, ha dato una marcia in più ai giallorossi. Molti in lui vedono l’anima dell’incursore nato, come il Nainggolan o il Perrotta spallettiano, potenzialmente capace di andare in doppia cifra in fatto di gol. A chi gli chiede del gol di tacco, lui risponde così: “Ho dormito pochissimo ma il risveglio è stato fantastico. In un momento in cui ci serviva vincere, al di là del derby, lo abbiamo fatto e io ho segnato all’esordio nel derby. Il tacco? L’istinto mi ha detto che potevo fare solo quello”. 

Poco Napoli, troppa Juventus: ma Banti è da rivedere

La seconda partita del sabato è stata quel Juventus – Napoli che ad ogni occasione, trascina con sé molte, forse troppe, cose da dire. Partiamo però dal risultato: Juventus batte Napoli per 3-1.

Un risultato che in altre partite non lascerebbe spazio ad equivoci, ma questo discorso non vale per Juve- Napoli, partita che da sempre porta con sé una storia diversa, sempre unica. I napoletani, partiti benissimo, mettono subito sotto la Vecchia Signora con un calcio di dominio e possesso, andando anche in vantaggio con Mertens. Finché però non decide di entrare in scena CR7. Il portoghese è la miccia che fa saltare lo Stadium ad ogni giocata, ed è lui a propiziare il pareggio di Mandzukic con uno splendido cross dalla sinistra. Dal momento del gol juventino, gli azzurri soffrono la fisicità bianconera soprattutto nella metà campo offensiva, con Mertens ed Insigne che per 20 minuti spariscono letteralmente dal campo.

La ripresa sembra un’altra storia, ma ci pensa sempre CR7 a mettere in difficoltà Ospina: tiro dai 25 metri, il portiere devia sul palo e la respinta si trasforma in assist per la doppietta di Mario Mandzukic. A questo punto il nervosismo azzurro aumenta, complice anche un arbitraggio non del tutto paritario nei cartellini, e si ritrova in 10 per l’espulsione per doppia ammonizione di Mario Rui. Espulsione che però non frena l’orgoglio degli uomini di Ancelotti, capaci di sfiorare anche il 2-2 con Callejon, che però non ha freddezza quando si trova davanti a sé Szczesny. E come recita il più antico saggio del pallone “gol mangiato, gol subito” e la Juventus chiude i conti con Bonucci al 76′. Adesso è vero: A.A.A. Cercasi anti-Juve.

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Inter, nel segno del Toro

La serata delle prime volte, in casa Inter. Prima gioia per Lautaro Martinez, così come per Matteo Politano in maglia nerazzurra. Due affari estivi in grado di potenziare il reparto offensivo a disposizione di Luciano Spalletti, che hanno regalato il terzo successo di fila ai meneghini in campionato contro un Cagliari in partita fino alla fine. Nonostante l’assenza di Mauro Icardi, lasciato in panca dal tecnico toscano, confermando che l’Inter 2018-19 è tutt’altro che Maurito-dipendente in quanto ha finora contato ben nove marcatori diversi.

Dieci se consideriamo Vecino, eroe di Champions contro il Tottenham. Spalletti voleva la giusta continuità e così è stato: un terzo posto momentaneo con l’obiettivo di conquistare un posto in Champions League alla portata, perché la Juventus è una spanna sopra le dirette rivali. Alle spalle dei bianconeri, però, tutto è aperto. La corsa tra Napoli, Inter, Lazio e Roma – alla luce della vittoria giallorossa nel derby del pomeriggio – è appena iniziata.

 

 

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