L’Italia sarrista

Avete notato anche voi quel pizzico di sarrismo nell’Italia di Roberto Mancini? Certo, innescare nei calciatori gli stessi automatismi che il tecnico di Figline infonde ai suoi calciatori è conseguenza di ore passate sul campo a ripetere automatismi e situazioni tattiche. Mancini questo tempo non l’ha avuto e, probabilmente, non l’avrà mai fino ai prossimi campionati europei, ma senza dubbio gli azzurri hanno trovato nel 4-3-3 ed in Jorginho in regia un caposaldo da cui ripartire.

Esordienti decisivi

Il gioco c’è, quello che però manca ancora è finalizzare la considerevole mole di gioco in gol. Quelli sono ancora pochi, pochissimi. A togliere l’Italia da una situazione scomoda ieri ci ha pensato Biraghi, uno degli esordienti schierati da Mancini, su sponda di indovinate chi? Un altro esordiente, quel Kevin Lasagna che in questo gruppo si è trovato solo per l’infortunio di Zaza, e che provocava già le ironie degli addetti ai lavori e di parte dei tifosi.

Primo posto riaperto

Non sarà l’Italia Campione del Mondo del 2006, ma il percorso che Mancini sta tracciando per questa giovane Nazionale fa ben sperare. Con la retrocessione della Polonia in Nations League B, adesso gli azzurri dovranno battere il Portogallo e sperare che i polacchi facciano lo stesso per terminare il mini-girone in testa. Missione difficile, ma non impossibile.

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