Un weekend dalle infinite emozioni quello appena concluso in Serie A. Nessuna sorpresa, o quasi, in testa, con la Roma l’unica delle grandi a non portare a casa i tre punti necessari a rimanere nella scia delle prime quattro.

Il ritorno di Ciro

La giornata è iniziata venerdì sera con un super-Napoli già in formato Europa. Nonostante l’ottima prova, l’Empoli ha potuto poco contro l’artiglieria pesante degli azzurri, che quando è in giornata diventa difficile da fermare. A testimoniare il suo stato di grazia, Mertens mette il sigillo sulla partita con 3 gol spettacolari, che hanno permesso a “Ciro” anche di superare Careca nella classifica marcatori all time degli azzurri.  Sul 2-1, nel momento in cui la partita sembrava ancora in bilico, sono i cambi di Ancelotti a cambiare l’andamento del match: fuori Rog e Ruiz, dentro Callejon e Allan. In pochi minuti, tutte le velleità dei toscani vengono rottamate sotto i colpi degli avanti azzurri. Questo Napoli è pronto a sfidare il PSG per giocarsi una buona fetta del passaggio del turno in Champions League. Resta da capire chi giocherà, ma questo si sa, con Ancelotti si saprà solo qualche ora prima della partita.

Gagliardini – Joao Mario: l’Inter che non ti aspetti

Al secondo posto insieme al Napoli c’è l’Inter ritrovata di Luciano Spalletti. I nerazzurri sono in un periodo di ottima forma come testimoniano le vittorie consecutive in campionato. Il tecnico sembra aver trovato l’equilibrio giusto della sua squadra, potendo contare anche su calciatori che fino a questo momento non hanno giocato molto come Gagliardini ed il redivivo Joao Mario. Ci sono proprio questi ultimi tra i mattatori del Genoa, troppo molle per contrastare l’onda d’urto nerazzurra. Il primo, autore di una doppietta, si candida ad essere tra i titolari in campionato (è fuori dalla lista Uefa). Per quanto riguarda il portoghese, che in estate sembrava destinato a partire, vale lo stesso discorso di Gagliardini poiché anche lui non è inserito tra i disponibili della Champions, ed ha voglia di riprendersi la fiducia di allenatore e tifosi. Questi ultimi gli hanno riservato degli applausi durante tutta la partita, consci che questa squadra ha bisogno anche di lui per mantenere vive tutte e tre le competizioni.

Florenzi salva la Roma: Viola di rigore

Come detto, è la Roma l’unica squadra di testa a non portare a casa i tre punti. Gli uomini di Di Francesco si salvano solo all’84 con Florenzi che la butta dentro dopo un batti e ribatti in area. I viola erano passati in vantaggio nel primo tempo con un rigore di Veretout dopo un fallo (molto dubbio) di Olsen su Simeone. I giallorossi ci mettono un po’ a reagire, anche perché la Fiorentina di Pioli gioca bene e chiude tutti gli spazi, rischiando più volte di andare sul doppio vantaggio. Ma né Chiesa, né Simeone, riescono a trafiggere Olsen per la seconda volta. Deludente la prova di tutto il tridente offensivo giallorosso, con Dzeko ed El Shaarawy clamorosamente impalpabili. Tra i migliori dei capitolini ci sono sicuramente il baby Zaniolo e Pellegrini, schierato nei due di centrocampo insieme a ‘Nzonzi, quest’ultimo autore di una partita un po’ troppo confusionaria. Grandissima invece la prova di Federico Chiesa, sempre più top-player e calciatore destinato ad un futuro in un grandissimo club.

Juventus al Cuadrado: Cagliari a testa alta

Chi invece non sa come si perde è la Juventus di Max Allegri. I bianconeri, pur non giocando una grandissima partita, si impongono con pochi sforzi su un ottimo e ben allenato Cagliari. Al vantaggio immediato di Dybala risponde, sempre nel primo tempo, un bel gol di Joao Pedro che beffa Szczesny sul primo palo, facendo passare il pallone tra le gambe del difensore bianconero. A far la differenza nella partita sono le differenze abissali di individualità tra le due squadre, evidenti soprattutto nel momento in cui Allegri decide di far entrare Alex Sandro e Cuadrado al posto di uno stanco Pjanic e di Douglas Costa.

È questo infatti il momento in cui la partita si spacca, con i bianconeri che diventano padroni del campo. Il Cagliari ha poco da recriminare, e può uscire a testa alta dallo Stadium, consapevole di essere una squadra che potrà dare fastidio a molte. Pavoletti è il solito guerriero, con il tecnico Maran che sta costruendo proprio una gran bella squadra, sia per gioco che per spirito di sacrificio mostrato in campo. Occhio ai sardi, potrebbero essere la vera sorpresa di questo campionato.

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